Teemu Pukki, quando il calcio va oltre ai trofei
29 Marzo 1990, a Kotka, paese di cinquantamila abitanti nel sud della Finlandia, nasce Teemu Eino Antero Pukki. Per tutti Teemu.
Il ragazzo, nato con il pallone tra i piedi, che sfidava il freddo per giocare a quel gioco dove il pallone non va lanciato, ma calciato.La carriera inizia presto, già da bambino al KoNa si vedevano i primi segni di un calciatore tanto che, si trasferisce prima al HOPS e poi al KTP, squadra della massima divisione finlandese, il quale decide di farlo esordire, alla tenera età di quindici anni, nella partita giornata di campionato contro l’HJK Helsinki. I minuti sono solo due ma, alla quinta giornata diventano trentanove e, alla fine dell’anno saranno settanta i minuti complessivi in campionato.
Nel 2007, le presenze diventano ventiquattro, a cui si aggiungono tre goal e sei assist. Durante la stagione viene notato dal Siviglia, che lo acquista a Gennaio per 180mila euro. La sua esperienza spagnola durerà diciotto mesi. Al Siviglia colleziona una sola presenza ma sono 33, condite da tre goal, quelle nella seconda squadra, l’Atletico Siviglia.
Torna in patria, per un solo anno, nella squadra più blasonata, l’HJK Helsinki, al costo di 800mila euro. La seconda metà del campionato 2010 colleziona undici presenze e due goal. Sono 17 presenze, invece, con 19 G+A, i numeri della stagione 2011 che lo consacra. Ai numeri del campionato vanno aggiunti due goal, e due assist, in quattro partite di qualificazione alla Champions League e tre goal, in due partite, alle qualificazioni in Europa League.
La stagione 2011, e l’estate soprattutto, lo ha fatto notare da squadre di campionati importanti e, a prelevarlo, per 1,8mln di euro, è stato lo Schalke 04 il 31 Agosto 2011. Piccola curiosità, nella sua ultima partita europea, con l’HJK, Pukki segnò il goal “della bandiera” proprio contro la sua prossima squadra nel 6-1 rimediato dai finlandesi.
L’inizio non fu dei migliori, l’esordio con la maglia dei Miners fu in una sconfitta, contro il Bayern Monaco ma, nonostante la forte concorrenza di Huntelaar, Pukki segnò, una doppietta, alla sua prima gara nell’undici iniziale.
In Bundesliga collezionò “solo” mille minuti in due anni collezionando otto goal e tre assist. All’inizio dell’ultimo anno, del suo contratto triennale, con la squadra di Gelsenkirchen, venne ceduto al Celtic per 2,5mln. A Glasgow rimarrà per dodici mesi, segnò al suo debutto con l’Hearts e anche al suo esordio al Celtic Park contro il St. Johnstone. Tuttavia, l’anno scozzese fu un fallimento a causa di problemi fisici e dell’alta aspettativa che era posta su di lui. Arrivò a dichiarare al Daily Record che pensava che giocare in Scozia fosse più semplice rispetto alla Bundesliga ma che la League non era così male.
Alla fine dell’anno, furono ventisei le presenze collezionate e 46 minuti, di media, a partita che vennero condite da sette goal e due assist. Anche nelle qualificazioni in Champions andò a segno per due volte, nella stessa gara, contro il KR Reykjavik.
La stagione seguente venne mandato in prestito al Brondby e, come al solito, segnò all’esordio contro l’Esbjerg. Poi quattro goal nelle successive quattro gare, l’impatto fu devastante! La stagione si conclude con 27 presenze e 9 goal. I danesi decisero di riscattarlo ed è qui che avviene la sua consacrazione. L’avventura quadriennale in terra danese si concluse con 72 goal, e 23 assist, in 164 gare ufficiali con la maglia dei gialloblù. Il rinnovo di contratto, andato per le lunghe, non portò a buoni risultati tanto che, con i danesi, si separò al termine del suo contratto.
Ad acquisirlo, a parametro zero, dopo una stagione da 29 G+A in 44 presenze, fu il Norwich, quell’anno, come oggi, in Championship e, stranamente, non segnò all’esordio anche se, l’appuntamento con il goal, ritardò di una sola gara in quanto, nella prima in casa, contro il West Bromwich Albion, andò a segno. Quell’anno, il Norwich, ottenne la promozione e Pukki diventò il finlandese con più goal nella storia di un singolo campionato (29, più 10 assist), venne eletto MVP della Championship. I tifosi dei ‘Canaries’ rimasero folgorati dal talento di questo giocatore.
L’anno successivo, in Premier League, nonostante la retrocessione, raggiunse la doppia cifra. Rimase, nonostante la retrocessione, e le tentazioni di diversi club di Premier. Al termine della stagione 20/21, interrotta dal Covid, e poi ripresa, le statistiche diranno: promozione in Premier League, 41 presenze, 26 goal e 4 assist. L’occasione tornò, ormai gli anni erano 30, non poteva sbagliare. Non lo fece. Il Norwich retrocesse, ancora, ma Pukki realizzò gli stessi goal, e assist di due anni prima. 11 + 3. L’anno dopo rimase, mise a segno 17 G+A in 41 presenze ma, prossimo al termine del contratto decise che la sua ora, in terra britannica, era conclusa. Lasciò il Norwich dopo 210 presenze, due promozioni, 88 goal e 29 assist. 1 G/A ogni 143 minuti. Ancora oggi è il quarto marcatore nella storia del Norwich ma, più di tutto, ha lasciato, nel cuore dei tifosi, il ricordo di una leggenda del club.
La sua carriera proseguì in MLS, con il Minnesota United. È l’unico, nella storia di questo club, ad aver segnato un poker in una partita, e solo il secondo ad aver segnato almeno una tripletta. Arrivato a Luglio 2023, andò via a Gennaio 2025 con, all’attivo, 14 goal in 43 presenze.
L’aria di casa mancava, i tredici anni lontano si facevano sentire. Tornò al suo vecchio club, l’HJK Helsinki siglando un biennale. Mancano tredici mesi alla fine del suo contratto e vedremo cosa deciderà. Mancheranno tre mesi al suo 37° compleanno.
In nazionale che dire? È il miglior marcatore della storia della Finlandia. Ha tolto il primato, il 12 Ottobre 2021, con i due goal contro il Kazakistan, ad una leggenda del calcio finlandese: Jari Litmanen.
L’esordio è datato 4 Febbraio 2009 in un’amichevole contro la nazionale nipponica. Il 17 Novembre 2025, durante quest’ultima sessione delle nazionali, ha annunciato l’addio alla nazionale con la sua solita firma, il goal nella vittoria, su Andorra, per 4-0. Prima, e durante, la partita, i tifosi finlandesi gli hanno dedicato diversi striscioni oltre alla meritatissima standing ovation al momento della sostituzione. Le lacrime non sono mancate, tantomeno il coro in suo onore.
Oltre al campo, Pukki, si sta dimostrando un grande anche fuori, aiutando le squadre che lo hanno formato come calciatore, e come uomo. È socio di maggioranza della squadra dilettantistica della sua città ed è socio di minoranza del KTP.
La sua carriera non è finita, sia chiaro, quella in nazionale, purtroppo, si.
Ho deciso di scrivere questo testo per omaggiare un bomber di provincia, un calciatore, leggendario, che ha segnato la storia dei club dove è andato. Un calciatore che possiamo dire che non è mai arrivato a grandi palcoscenici, a calcare quei campi che da giovane gli venivano prospettati ma che ha sempre dato tutto. Ricordo molte sue partite dove lo vedevi nella sua trequarti, a proteggere il pallone e a fare cose utili per la sua squadra. I numeri confermano la sua propensione al goal ma lui era, ed è, molto di più. Attaccante di sacrificio, leader vero, calciatore a tutto campo. Un calcatore che, per attitudine, tutti noi vorremmo nelle nostre squadre. Vedremo se la prossima sarà la sua ultima stagione ma, comunque andrà, il suo segno è indelebile.
Kiitos Teemu, Grazie Teemu.
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