Vinicius, tra goal e "si, ma..."

Nel calcio ci si divide in due filosofie e, come disse Allegri qualche anno fa ospite a SKY Calcio Club "Ogni club ha una sua storia e una sua filosofia, non puoi fare lo stesso calcio in tutti i posti". 
Ci si divide tra chi persegue il risultato cercando il divertimento e il bel gioco e chi lavora per la vittoria "ad ogni costo, in ogni modo".

In Spagna questa differente filosofia è evidente, ma in realtà è ben distinguibile anche in Italia, ed è la linea di demarcazione tra il "giochismo" catalano, del Barcellona, dell'avvenirismo dei blaugrana nella ricerca di nuovi modi di giocare a calcio e il "risultatismo" madridista con squadre che spesso giocavano peggio ma che, grazie al blasone e ai campioni in campo, sono riusciti ad essere il club più titolato al mondo. 

I vincenti sono invidiati, accusati e il loro trono viene attaccato continuamente per cercare un'alternanza su di esso. 
Il Real Madrid è cosi, senza risalire a molti anni indietro, basti pensare alle volte in cui sono stati "beccati dal pubblico" Ramos e Ronaldo, Benzema e Rudiger fino ad arrivare ad oggi con Vinicius.

Il talento brasiliano, arrivato nella capitale spagnola nel 2018 appena raggiunta la maggiore età per 45 milioni di euro, ha da sempre un carattere spinoso tanto da essere etichettato da Benzema come un "doppio giochista", con il francese che aveva detto ai compagni "Fa quello che vuole, non gli passare il pallone, sta giocando contro di noi" e, anche con i tifosi avversari non è mai sbocciato un gran feeling.
Invidia o reazione alle provocazioni?

Senza ricordare i fatti vergognosi di Valencia del 2023 dove ricevette dei pesanti insulti razzisti, il numero 7 dei Blancos si è distinto nelle ultime partite per i goal fantastici, ma anche per le esultanze provocatorie nei confronti del pubblico avversario. 

Anche ieri, nella roboante vittoria per 5-1 contro il Manchester City nel doppio confronto, il brasiliano si è messo in luce per il suo talento (doppietta) e per il suo carattere "spinoso".
Dopo la realizzazione del rigore dell'1-0, dopo averne sbagliato un altro all'andata, il brasiliano scuola Flamengo ha guardato i tifosi avversari esultando con le mani agli occhi con un gesto che, se parafrasato, dice "piangete, piangete, ora sta a voi piangere". 
Il riferimento è alla coreografia fatta dagli inglesi in occasione della vittoria del Pallone d'oro di Rodri su Vini Jr.

Purtroppo il talento brasiliano, tra un dribbling sgusciante, una realizzazione magnifica, ed uno scatto bruciante, non riesce a focalizzarsi solo sul prato verde e, nonostante le più di 200 contribuzioni ai goal in poco più di 360 partite con la "Camiseta blanca", il brasiliano viene ricordato per i momenti di tensione con avversari e spettatori.

Vinicius è considerabile come un grande "What if", non a livello tecnico, lì non si discute, quanto per la sua immagine e la considerazione che si ha di lui.
I numeri parlano chiaro, negli ultimi cinque anni ha fatto sempre doppia cifra di goal e assist tranne nel 2023-24 che realizzò "solo" 9 assist. 

Il suo ruolo nel Real è centrale, la squadra è costruita su lui e Mbappè, il piano tattico è fondato sul loro talento offensivo e sulle loro poche corse all'indietro.
Vini ha sofferto l'arrivo dell'attaccante francese in quanto ha messo in ombra il suo talento, gli ha sottratto quel ruolo di protagonista che il brasiliano assaporava dopo la partenza di Benzema.

Gli insulti non fanno parte del calcio, i gesti antisportivi hanno un "nomen omen" ma la spinosità del carattere del brasiliano non lo aiutano a farsi voler bene, ma forse a lui non interessa, basta giocare, vincere e segnare.



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