Game, set & match.
A sei gare dal termine della Serie A abbiamo i valori delineati e, ancora non formalmente, ma abbiamo già i nuovi Campioni d'Italia.
In un campionato a dire il vero poco esaltante per diversi motivi, non è mancato il "patos" per la contesa di ogni zona della classifica.Inter, Milan e Napoli in vetta, Como, Juve e Roma per la Champions e Lecce e Cremonese per la salvezza.
Nonostante un livello abbastanza basso, e nessuna che può ritenersi veramente soddisfatta per la propria stagione, una doveva vincere e, con la vittoria a Como, l'Inter ha messo il sigillo sulla vittoria del campionato. Indiscutibilmente complici i passi falsi di Milan e Napoli contro Udinese e Parma.
In un weekend complicato per l'Inter, ha guadagnato due punti sul Napoli e tre sul Milan.
Il successo della squadra di Chivu parte da molto lontano, da fine Luglio per l'esattezza.
Dopo il Mondiale per Club, prima competizione con Chivu sulla panchina dei neroazzurri, l'ex difensore rumeno è riuscito a "riattaccare i cocci" di uno spogliatoio che sembrava essere "spaccato". Ricordiamo le dichiarazioni di Lautaro, il "caso Chalanoglu" e calciatori che sembravano al termine della loro esperienza neroazzurra.
Invece, Chivu è riuscito a motivare il gruppo, ristabilire l'ordine nello spogliatoio e convogliare tutti gli sforzi verso obiettivi collettivi. Chi l'avrebbe detto che Di Marco sarebbe stato il migliore dopo l'addio di Inzaghi? Chi l'avrebbe detto che Chalanoglu avrebbe avuto una media di 3 G/A ogni 4 partite (9 goal e 4 assist totali)? Chi l'avrebbe detto che l'Inter avrebbe vinto il campionato stando sempre davanti alle altre?
Io no.
Chivu è stato molto intelligente ad adattarsi, a non mutare il 3-5-2 di Inzaghi, calibrando giusto qualche dettaglio come l'altezza della linea, la fase di prima pressione e modificando qualche dettaglio come la propulsione offensiva di Bastoni.
Dietro l'Inter, praticamente il vuoto.
Sicuramente c'è molto merito di Lautaro e compagni che, nonostante un solo punto contro Milan e Napoli, ha sempre vinto contro le squadre "inferiori". Dalla terza giornata, 4-3 a Torino contro la Juventus, l'Inter ha sempre vinto contro le squadre che non fossero Napoli e Milan, è tornato a non vincere alla giornata 29 (1-1 contro l'Atalanta, seguito dall'1-1 a Firenze). I punti accumulati con le vittorie contro le ultime 16 della classifica hanno consentito all'Inter di avere, a un certo punto della stagione, la possibilità di arrivare a più di 95 punti. Verosimilmente chiuderà intorno a quei 90 punti, tantissimi se consideriamo che l'anno scorso il Napoli ha vinto a 82.
Dato interessante, l'Inter ha già perso 5 partite come alla fine dello scorso anno ma, avendo collezionato sei pareggi in meno, ecco qui la differenza di punti.
Parlando anche delle altre squadre, in attesa della fine del campionato per le analisi finali e più dettagliate, più che del Milan, sul quale la situazione è più articolata e la tratterò in un altro post, mi preme parlare del Napoli.
Sentir dire che il Napoli non ha fatto quanto ci si aspettava è assolutamente riduttivo ed errato.
Innanzitutto, gli infortuni sono un caso o un errore di programmazione? Secondo, solo il Napoli ha avuto calciatori indisponibili durante la stagione? Tornando alla prima domanda, se ha avuto tutti gli infortuni nello stesso periodo, dopo qualche mese di "fatica", è un caso?
Tornando al campo e senza fare congetture, il Napoli ha condotto un mercato con tanti soldi che è stato molto deludente. I due acquisti più onerosi sono andati via a Gennaio, Milinkovic-Savic ha dimostrato di essere un buon portiere ma che non ti alza il livello della squadra, Conte ancora non ha capito chi sia Beukema e chi Mazzocchi, Hojlund per quanto titolare e uno dei migliori del campionato, ha segnato "solo" 10 goal in 27 presenze.
I punti persi dal Napoli sono "figli" anche di una Champions League orrenda che, nonostante sia stata "sottovalutata", ha comunque portato stanchezza fisica e mentale nel gruppo. Sicuramente le assenze hanno pesato, avere o non avere De Bruyne cambia (e si è visto), l'infortunio di Anguissa ha avuto un peso ma, come per l'Inter il successo parte dall'estate, per il Napoli il fallimento parte dall'estate.
Mercato sbagliato, preparazione fisica e atletica inefficiente e condizione mentale dei calciatori non adeguata.
Per le valutazioni sull'allenatore e sulla prossima stagione, come accennato prima, sarà oggetto di discussione in futuro.
Il Milan rischia. I rossoneri sono in parabola discendente a livello fisico, mentale e prestazionale.
Il gioco non è mai stato il punto forte della squadra di Allegri, l'inefficacia di Pulisic e Nkunku, i problemi fisici di tutti gli attaccanti, il fallimento dell'acquisizione di Fullkrug e un calo fisico nelle ultime giornate hanno portato il Milan a perdere terreno dalla vetta e a vedere negli specchietti Juve e Como.
3 punti in più della Juve, 5 in più del Como, non credo che il Milan uscirà dalla zona Champions ma le ultime prestazioni sono molto preoccupanti.
Sei partite fa vinse a Cremona all'ultimo, poi il derby, brutta sconfitta con la Lazio, vittoria molto sofferta con il Torino e poi le sconfitte con Napoli e Udinese. Tre sconfitte senza segnare, 19 tiri in porta in 6 partite. Pochi, troppi pochi.
Anche qui, i discorsi legati al futuro li rimando a fine stagione.
Sei giornate al termine, una lotta Champions appassionante, una lotta salvezza dall'esito incerto ma un titolo per la cui assegnazione manca solo l'aritmetica.
🔔 Seguimi su Blogger
Se ti piace questo blog puoi seguirlo per non perdere i prossimi articoli.
Segui il blog
Commenti
Posta un commento