UN PASTICCIO ALL'ITALIANA

Perché partire dall'inizio quando si può partire dalla fine? Hanno combinato un pasticcio! Abbiamo appena assistito a una "vicenda all'italiana" e tutti ne sono responsabili. Ho delle domande e alcune risposte... ma partiamo dal racconto dei fatti.

I FATTI

Il 22 giugno Giovanni Malagò viene eletto nuovo presidente della FIGC con il 68,58% delle preferenze sul suo avversario Giancarlo Abete. 

L'ex numero 1 del CONI, dopo quasi tre settimane di trattative e consultazioni, nomina Paolo Maldini Direttore Tecnico della FIGC per risollevare il movimento dai recenti fallimenti di natura sportiva. Maldini ha "carta bianca". 

L'ex calciatore e dirigente del Milan porta con sé Leonardo nel ruolo di consulente e, nella conferenza stampa congiunta del 23 luglio, i due annunciano di essere in trattativa con Pep Guardiola per il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale. 

Sembrava fatta: il progetto con il presidente più vincente nella storia del CONI, un ex calciatore leggendario e un dirigente che ha fatto molto bene nella sua esperienza rossonera, uniti a uno degli allenatori più forti della storia del calcio, pareva sul punto di decollare... e invece no, arriva il rifiuto di Guardiola per non meglio precisate "ragioni familiari". 

Si ripiega sul nome di Pirlo, allenatore che non gode di ottima fama a causa di un curriculum breve e non eccellente.
Anche in questo caso sembrava fatta, ma è lo stesso Malagò a interrompere l'assunzione del Campione del Mondo per un'incompatibilità di valori: l'ex allenatore della Juventus ha infatti una partnership con FonBet, società di scommesse russa che in molti riportano essere vicina alla criminalità organizzata locale. 

Questa presa di posizione del presidente allontana Maldini (e il suo fido scudiero Leonardo) dalla visione dell'ex numero 1 dello sport italiano, spingendoli alle dimissioni. Malagò stesso, in prima persona, chiama e trova un veloce accordo con Roberto Mancini nel ruolo di Commissario Tecnico e con Claudio Ranieri (ancora in vacanza in Calabria) nei panni di Direttore Tecnico.

LE RESPONSABILITÀ

Attenzione ad addossare le colpe esclusivamente a Malagò "perché ha ritirato la fiducia a Maldini", così come a darle tutte all'ex capitano del Milan "perché si è portato gli amici". 

Sicuramente il veto di Malagò su Pirlo stona con le promesse di libera manovra che erano state fatte a Maldini (e Leonardo); altrettanto roboanti sono state le tempistiche della decisione del presidente riguardo a Pirlo e al caso FonBet. 

Tuttavia, Maldini e Leonardo hanno altrettante responsabilità in questo fallimento. 

Come si fa a non avere un "piano B" a Guardiola che sia di livello superiore rispetto a un allenatore che ha guidato, oltre alla Juve per un anno, il Fatih Karagümrük, la Sampdoria e lo United FC (neopromossa nella prima serie degli Emirati Arabi)? 

Perché il tanto professato "Progetto FIGC" avrebbe dovuto ruotare attorno a Guardiola se, prima del catalano, era stato contattato – per loro stessa ammissione – Ancelotti? Voglio dire... Ancelotti e Guardiola: 4-4-2 contro 4-1-4-1, blocco basso e ripartenze contro "giochismo" allo stato puro. Che c'entrano l'uno con l'altro? Cos'hanno in comune questi due allenatori, a parte l'immensa esperienza calcistica e le bacheche piene di trofei? Assolutamente niente! E allora... perché? 

Mi sembra la prova, il sintomo lampante, di una scarsa chiarezza di idee. Va bene: Mancini no, Conte no, allora puntiamo su Guardiola. Ha senso. Ma perché dichiarare che anche Guardiola è "un piano B" rispetto ad Ancelotti? Perché?

LA CONFERENZA STAMPA DI MALDINI E LEONARDO

Riascoltare quella conferenza stampa sapendo come è andata a finire rievoca un po' quei film caricaturali sulle vicende italiane del secolo scorso.

Perché dichiarare di aver fatto un tentativo per Ancelotti?
Perché parlare già di Guardiola e mettere in pubblica piazza la trattativa?
Perché sminuire il futuro incarico di Pirlo dicendo "Meglio aspettare di più per chi vogliamo davvero"?
Quindi, chi non è Guardiola non lo vuoi? 

Mi preme ricordare che Ancelotti è il CT del Brasile a 10 milioni di euro all'anno, con un contratto pluriennale rinnovato poco prima del Mondiale; problemi di budget per Guardiola non c'erano e, a mio parere personale, la dichiarazione sul catalano era solo sintomo di un ottimismo incontenibile.

Erano impettiti, anche se l'aria nel petto non era "vera" ma "costruita".
Ad oggi, quella conferenza stampa resta un autogol comunicativo su tutta la linea.

MANCINI E RANIERI

Il calcio italiano cambia rotta, cambia marcia: c'è aria nuova a Coverciano. 

Duecentodue anni in tre.

Ranieri che gira per le panchine di Serie A da quasi quattro decenni, Mancini che ha collezionato 61 panchine con gli Azzurri. 

Aria nuova a Coverciano! 

Detto ciò, il "Dossier Baggio" è stato dimenticato; di nomi nuovi come Palladino o Thiago Motta, per non parlare di "allenatori federali" come Nunziata, non c'è neanche l'ombra.
Si ha la netta sensazione che, di aria nuova, non ci sia proprio niente!

Eppure ci avevo creduto, e un po' ne sono rimasto deluso. 

Mancini: per molti "il traditore" che ha inseguito i facili soldi arabi voltando le spalle alla Nazionale, quello della disfatta di Palermo contro la Macedonia.
Quel Mancini che non ci ha fatto andare in Qatar (anche se, in realtà, mancava ancora l'eventuale finale spareggio contro il Portogallo).
A me Mancini non dispiace: tra i nomi "navigati" era il mio preferito. Per esempio, lo mettevo un gradino sopra a Conte.
Nel suo periodo sulla panchina azzurra, Mancini ha lanciato diversi giovani, l'Italia ha espresso un buon gioco per essere una Nazionale (trovando anche situazioni tecnico-tattiche interessanti) e poi i risultati – al netto della drammatica gara con la Macedonia – parlano per lui.
Il record di imbattibilità (superato solo dalla Spagna pareggiando 0-0 in finale al Mondiale), l'Europeo vinto e tutte le innumerevoli occasioni da gol non concretizzate dai singoli giocatori.

Purtroppo Mancini non poteva vestire la maglia azzurra e calciare il rigore contro la Svizzera, né trasformarsi in attaccante negli assalti all'area dell'Irlanda del Nord... Mancini è stato uno dei migliori CT nella storia della Nazionale Italiana. Sulla conferenza stampa di presentazione stendo un velo pietoso: simpatico il post di Fabrizio Biasin che rievocava la sua rubrica per Cronache di Spogliatoio sulla retorica. 

Io dico solo: FRASI FATTE. RETORICA.




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