La differenza tra vincere e non perdere

 Nello scrivere i post del mio blog mi baso sempre su dati, statistiche e non metto mai opinioni mie, forti, che non siano supportate dai dati. 

Oggi è invece il momento di non parlare di statistiche ma di sensazioni.

Scrivo questo post dopo aver ricevuto dei commenti sul pagellone della Serie A, nella parte dove scrivevo della Roma. 

Per parlare di questo argomento coinvolgo anche quanto successo nella stagione 24-25 che ha visto il Napoli di Conte vincere il campionato. 


Prima di ogni stagione ognuno di noi pensa "all'anno che verrà" e no, non intendo la trasmissione di RAI 1 di Capodanno. 
Nel pensarci, si fanno dei pronostici dove si elencano le posizioni e si pensa ad un range di punti che ogni squadra potrà fare. 

La classifica di un campionato è un insieme di due fattori che portano ad un risultato finale, che poi è quello che conta. 
I due fattori non sono legati solo ai punti fatti dalla squadra ma anche da quelli fatti dagli altri. 

Io credo, ed è quello che mi ha portato ad analizzare le squadre di Serie A nel pagellone, che ognuna debba rispondere delle sue prestazioni e della sua visione e che l'analisi debba prescindere, per quanto possibile, dalla posizione ottenuta in classifica . 

Nei casi di specie abbiamo delle situazioni che hanno dovuto usufruire di "un aiuto" dalle altre squadre.

Lo scudetto 2024-25 è stato vinto dal Napoli con 82 punti dopo 38 giornate dopo che l'Inter ne collezionò 81 e si assistè alla "quota scudetto" più bassa dal 2011 (Milan, 82 punti). 
L'Inter, che l'anno scorso ne ha fatti 81 arrivando in finale di Champions League, quest'anno ne ha ottenuti 87 giocando "per obbligo di firma" le ultime tre partite (Lazio, Verona e Bologna). 
In queste ultime tre partite ha ottenuto cinque punti vincendo a Roma e pareggiando con Verona e Bologna (anche loro prive di motivazioni). Prima della gara con il Verona, la squadra di Chivu, avrebbe potuto ottenere fino a 91 punti. 

La conclusione dell'analisi è una provocazione, una considerazione che condivido con voi. 
Premesso che ogni successo è un successo, ogni vittoria è una vittoria e va festeggiata, questi due scudetti hanno lo stesso valore? 

Il Napoli che con Spalletti vince a 90 punti, con Sarri arriva a 83, 86 e 91 senza mai vincere, sono uguali ad un primo posto ottenuto con 82 punti?

Parlo di analisi, non di esultanze alle vittorie. 
Quante squadre avrebbero potuto battere, al massimo delle loro potenzialità, il Napoli dello scorso anno che ottiene 82 punti in 38 giornate? E quante invece avrebbero potuto battere l'Inter quest'anno?

Arriviamo al secondo caso (anche se ce ne sarebbero molti altri). 

La Roma di Gasperini torna in Champions League dopo sette anni ottenendo 73 punti e arrivando davanti a Como (71), Milan (70) e Juventus (69). 

A inizio anno io non pensavo che la Roma potesse arrivare terza, e per questo le faccio i complimenti per lo storico risultato ottenuto, anche se ad inizio anno pensavo potesse ottenere i punti con i quali si è piazzata nel gradino più basso del podio. 

Tuttavia, se immaginavo 68-73 punti per la Roma, me ne aspettavo 65-70 per il Como, 73-78 per la Juventus e almeno 80 dal Milan. 
Tenendo a mente queste aspettative, il quesito sorge spontaneo: sono più i meriti della Roma ad aver fatto 73 punti o i demeriti di Juventus e Milan ad averne fatti 70 e 69? 

Ovviamente questi sono discorsi fatti "a tavolino" e, per quanto stimato, il fattore mentale del "testa a testa" di fine campionato non viene considerato.

Altrettanto ovviamente, i punti fatti non devono essere l'unico parametro di valutazione di una stagione perché, Juventus e Milan, hanno fatto stagioni diverse e costruito un futuro diverso l'una dall'altra. 

Tutti questi discorsi portano ad un ridimensionamento del valore del piazzamento finale, non in quanto tale ma in quanto base per la stagione successiva e non solo. 
Il mio voto alla stagione della Roma è 7,5 in quanto, per quanto sia arrivata terza (e complimenti a loro, di nuovo), ha ottenuto i punti che mi aspettavo. Altresì, il Como, arrivato quarto, è andato oltre le aspettative ed il piazzamento finale è una ciliegina sulla torta. Se fosse arrivato sesto, il voto sarebbe stato lo stesso (forse lievemente inferiore di 0,5) ma, i 71 punti del Como, con tantissimi giocatori valorizzati, non può cambiare dai risultati di Milan-Cagliari e Torino-Juventus.

Questo era il mio pensiero, sono impaziente di leggere il vostro. 



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